Così torni nel territorio in cui sei nato e cresciuto e lo trovi profondamente trasformato. Molte magari sono le cose a cui in passato non avevi dato importanza, ma allo stesso tempo ti accorgi che qualcosa durante la tua assenza è cambiato.

La cosa che ci ha colpiti di più è l’aumento spropositato della cementificazione. Niente di nuovo sotto al sole. L’espansione edilizia è stato uno dei pilastri del modello di sviluppo degli ultimi decenni. La verità è che quando vivi in una grande città lo noti di meno. Anche lì ci sono numerosi interventi che cambiano i connotati del territorio, ma prendono forma in un contesto già densamente edificato e, per quanto sia, l’occhio ne risulta meno colpito. E poi il cemento e la speculazione edilizia, assecondati per varie ragioni dalle èlites politiche locali, si manifestano soprattutto fuori dai principali centri abitati, sommergendo e cancellando una quantità spropositata di ettari di terreno agricolo. Così i centri urbani, piccoli o grandi che siano, si dilatano in modo sgraziato oltre i loro confini, si sdraiano sul territorio circostante e se lo mangiano con lenta ed inesorabile progressione. Un po’ come il Nulla della Storia Infinita… Il processo rallenta solo quando l’esplosione della bolla (il bubbone…) immobiliare rende palese l’irrazionalità di questo tipo di sviluppo e il mercato non è più in grado di assorbire tutte quelle abitazioni che restano in buona parte invendute o sfitte. Quel che resta in eredità è comunque un panorama ambiguo, una zona grigia, senza identità, fatta di insediamenti abitativi sparpagliati, di centri commerciali e capannoni in cui difficile capire se si è ancora in città o già in campagna.

vai all’articolo integrale (clicca qui)

Dalla parte del cavolo

di Laura & Marco

Fermiamo-i-veri-estremisti

Riassunto delle puntate precedenti

È stato doloroso lasciare Bologna. Quando siamo arrivati eravamo studenti e in quanto tali l’abbiamo inizialmente vissuta. Poi piano piano abbiamo imparato a conoscerla meglio e a capire che fuori dalla zona universitaria c’è un altro mondo che prosegue ben oltre i confini della città: i colli e poi l’Appennino da un lato, la desolante e maledettamente affascinante pianura dall’altro. E nel corso di qualche anno diventa casa tua e ti ci affezioni nonostante tutte le sue contraddizioni: l’eredità dei movimenti e delle lotte degli anni ’70 che da un lato si manifesta nella grande vitalità culturale e sociale della città, ma che dall’altro a volte diventa puro richiamo nostalgico ad un passato idealizzato e impedisce di guardare avanti; il civismo estremo di una parte dei suoi abitanti (in genere quella più anziana) che è in grado di produrre importanti manifestazioni di…

View original post 1.169 altre parole

Annunci