di Franco Arminio, 20 ottobre 2017

Il Nord dell’Italia è una delle zone migliori del mondo, se si considera il livello dei servizi e il fatto che comunque il capitalismo è mitigato dalle virtù italiche: Milano non è la Svizzera. Allora la questione del Nord è dare attenzione ai suoi luoghi: l’aria piena di veleni non può essere un problema che si risolve facendo la danza della pioggia: l’arcaico cacciato dalla porta rientrerà dalla finestra. Ha fatto bene il sindaco di Torino a fare un’ordinanza che altri considerano stupidamente allarmistica. E farebbero assai bene i cittadini della Lombardia e del Veneto a non andare a votare per un referendum che non ha nulla a che fare con le virtù italiche citate in precedenza. Piuttosto la vicenda di Como di un padre extracomunitario che si uccide e uccide i suoi figli non dovrebbe essere considerata un piccolo fatto di cronaca, ma il segno di un Nord che non può ridursi alla munutenzione della propria ricchezza materiale, col rischio di ritrovarsi in una ben più pericolosa miseria spirituale. Il Nord è cresciuto molto quando ha accolto anche se in maniera problematica l’immigrazione degli italiani del Sud. Noi tutti in Italia abbiamo bisogno di un Nord che sappia mettere assieme scrupolo e utopie, virtù civiche e slanci lirici.

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