Nel mese di marzo del 1306 Dolcino e i suoi seguaci sono ormai stremati dalla fame e dagli stenti e fuggono dalla Parete Calva, sopra Rassa in Valsesia; valicano le montagne che separano la Valle di Rassa dalla Valsessera, e attraverso sentieri ricoperti dalla neve, dopo molte difficoltà si stabiliscono su di un monte, sopra Trivero, che poi si chiamerà monte Rubello; qui allestiscono rustiche fortificazioni tentando di resistere ai loro nemici.

Resistono un anno nonostante siano assediati da ogni parte e l’esercito nemico impedisca loro di scendere a valle per i rifornimenti.
Finchè, nel marzo 1307, viene indetta contro di loro una vera crociata: nonostante una strenua resistenza e molto sangue versato da entrambe le parti, i dolciniani perdono la loro ultima battaglia. Su richiesta del papa Clemente V Fra Dolcino, Margherita e il fedele Longino vengono catturati vivi, portati dal vescovo Raineri, nel castello di Biella, processati e condannati a morte. Longino muore sul rogo a Biella; Dolcino e Margherita trasportati a Vercelli e condotti su un carro, visibili a tutti, per le vie della città fino al torrente Cervo. Il 1 giugno dello stesso anno, dopo essere stati orrendamente torturati vengono bruciati sul rogo.

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