Andrea Ferretti, architetto e sindaco del comune di Usseaux (To) racconta del percorso per far rivivere il borgo alpino attraverso la strategia del “decrescere felicemente”. Buona lettura 🙂


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R: Come questo comune arriva ad essere uno dei Borghi più belli d’Italia?

R: Il percorso ”Borghi più belli d’Italia” è stato avviato nel 1999 – 2000 con l’amministrazione di allora e io ho preso in dote molto del lavoro fatto e va detto che è stato un lavoro immane e che ha creato un valore inestimabile.  Il percorso nasce 16 anni fa, ed è stato quello di puntare sul recupero e la valorizzazione delle borgate alpine che già esistevano. Il problema è che questo era un territorio dimenticato dove poi anche le persone che qui vivevano si sentivano, di fatto, inferiori rispetto al miraggio della città, sia della media città come Pinerolo, che della grande città come Torino.

Usseaux

All’inizio nelle borgate camminavi nel fango, non c’erano certamente le strade lastricate in pietra di oggi, molte case erano dei ruderi mentre oggi possiamo permetterci di fare i Mercatini di Natale all’interno delle antiche stalle che sono state recuperate. C’è chi ha trasformato la sua stalla in un museo, ma molte cose sono nascoste non sono visibili e questo è un nostro difetto di comunicazione.

Il percorso è stato quello di puntare sul recupero delle borgate, sia per quello che riguardava gli spazi pubblici che quelli privati. L’azione del pubblico ha riguardato la riqualificazione delle strade, il recuperare gli antichi forni, i lavatoi e le fontane. Queste azioni hanno poi spinto anche i privati ad avere più cura, e nel recupero delle proprie abitazioni mantenendo le specificità e le caratteristiche delle costruzioni.

Questo percorso ha permesso di ricevere dei riconoscimenti tra cui l’essere ammessi all’interno del circuito dei Borghi più belli d’Italia, oltre che essere Bandiera Arancione del Touring Club, Bandiera Verde di Legambiente. Una serie di riconoscimenti che in realtà non sono dei semplici marchi, ma che certificano la qualità ambientale e paesaggistica del luogo.

Devo dire che molto persone nel tempo hanno riconosciuto ed apprezzato il valore di questo percorso e si sono identificate sempre di più con l’appartenenza ad un territorio con delle caratteristiche e delle peculiarità di pregio.

D: le prospettive future di Usseaux?

R: La mia esperienza amministrativa è breve, sono Sindaco da due anni, e molte delle cose che sono in atto in realtà derivano dalle precedenti amministrazioni, per cui cerchiamo di finalizzare al meglio quello che si sta facendo e di proseguire nella strada tracciata. L’obiettivo dell’attuale amministrazione è quello di completare la riqualificazione di tutte e 5 le borgate che vuol dire pavimentare in pietra tutte le strade ed i vicoli delle borgate, incentivare il più possibile i privati a completare il recupero del patrimonio edilizio, e valorizzare tutto il territorio. Il Comune di Usseaux ha 40km di territorio sostanzialmente antropizzato: andiamo da un fondovalle con una quota media di 1300 – 1400 metri s.l.m. ed arriviamo ai 2500 – 2800. Da una parte della valle abbiamo un patrimonio forestale importante che ha la certificazione PFC, cioè una gestione forestale sostenibile, e le azioni rivolte alla risorsa forestale sono quelle di valorizzare e sensibilizzare sempre di più sul tema dell’utilizzo del legno locale che è stato dimenticato come in tante vallate alpine. Le aziende della filiera del legno del territorio importano materiale dall’esterno e non usano quello disponibile a livello locale. Viceversa, molti anni fa si utilizzava il legno locale e non si importava il legno dall’Austria.

L’altro percorso avviato riguarda le tematiche sull’efficientamento energetico e lo sfruttamento corretto delle fonti energetiche rinnovabili. Abbiamo sole, vento, acqua e biomassa per puntare ad arrivare all’autosufficienza energetica del territorio che deve essere fatta da un mix di varie cose: efficientamento energetico delle costruzioni e soddisfacimento del fabbisogno tramite fonti rinnovabili.

Stiamo lavorando anche sulla promozione e la valorizzazione soprattutto turistica del territorio d’alta quota con la viabilità alpina, dei luoghi simbolo del ciclismo, la sentieristica, i percorsi storico culturali perché in queste valli si è vissuto il conflitto tra cattolici e valdesi tra il ‘500 ed il ‘700 che hanno inciso molto sull’imprinting culturale del territorio.


Borgo di Usseaux – fotografia Alta Val Chisione

Un’altra risorsa molto importante sono i pascoli, e allo stesso tempo le aziende che sul territorio fanno allevamento di bovini e trasformazioni casearie. Devono fare un percorso di crescita soprattutto sulla qualità e sulla riconoscibilità del prodotto legato al territorio. C’è da recuperare una produzione agricola che agli inizi del ‘900 era molto importante e che dal secondo dopoguerra è andata in gran parte persa a causa dello svuotamento delle valli generato dall’industrializzazione che su nostro territorio è stata molto forte ed era legata al polo accentratore di Torino ed in particolare di FIAT. Dobbiamo incentivare la ricettività turistico – alberghiera, anche se ovviamente non è nostra intenzione costruire nuovi alberghi ma puntare su forme di accoglienza, e quella a cui noi guardiamo con interesse è quella dell’Albergo Diffuso.

Il “sogno” è quello di avere un Albergo Diffuso in ogni borgata, quindi 5 alberghi diffusi, uno per ogni borgata alpina di Usseaux, che permettano un’accoglienza ed una residenzialità per un turismo slow, un turismo sostenibile.

Un sistema di accoglienza che poi si integra con il vivere delle esperienze sul nostro territorio che possono essere quella della mountain bike, del ciclismo su strada, dell’escursionismo in quota, e d’inverno le ciaspole, ed altre attività legate alle neve ma senza infrastrutturazione pesante come le funivie. Facciamo parte di un territorio di alta valle, noi confiniamo con i comuni olimpici della “via Lattea”, per cui il turista che cerca di soggiornare in una borgata alpina, che cerca determinati prodotti, e vuole un certo tipo di relax può poi trovare a poca distanza anche altre offerte come quella di andare a sciare, di andare a cinema, in piscina. Offerte che condividiamo su un territorio più ampio che ha un potenziale di offerta turistica molto importante. Da questo punto di vista abbiamo fatto un percorso di Unione dei Comuni per condividere il più possibile sia gli aspetti amministrativi perché non si può più stare da soli e bisogna condividere e mettere in comunione servizi e le funzioni fondamentali, e sia per le progettualità cioè lavorare insieme come territorio perché solo così si può avere visibilità o realizzare progetti che non potrebbero essere alla portata di un singolo comune. Questo percorso è in atto e c’è un buon livello di condivisione di idee, strategie ed obiettivi con alcuni limitrofi. Si è un po’ usciti dai campanilismi degli anni precedenti dove ognuno faceva per se, un po’ come è successo in altri territori dove i vari campanili hanno fatto sistema, hanno fatto rete e si sono proposti verso l’esterno in modo unito. La tematica del fare rete tra comuni e territori è una tematica comune anche fra gli artigiani. Si sta comprendendo che l’unione fa la forza e che un territorio che si presenta compatto può vincere delle sfide che sino a ieri non si potevano nemmeno affrontare.

D: Verso un”ecosistema territoriale che mette insieme il ciclo dell’acqua, dei rifiuti, dell’energia, della mobilità, del cibo…. e le promuove all’interno di forme di azionariato diffuso?

R: Il tema del patrimonio energetico non si è ancora affrontato. C’è un primo percorso di rendere coesa la comunità locale, coesa rispetto a delle strategie e degli obiettivi da raggiungere. Se facciamo un parallelo rispetto ad altri territori, possiamo dire che siamo indietro di qualche decina d’anni, abbiamo però il vantaggio che rifacendoci a queste altre esperienze noi possiamo prendere spunto e metterci molto meno tempo per raggiungere dei risultati importanti. Non è tanto la ricerca di un progetto di azionariato diffuso sul tema energetico anche se certamente la sensibilizzazione sull’uso corretto delle risorse del territorio a favore della comunità locale è importante per non dire decisivo. Il tema dei beni comuni che si traduce in termini amministrativi negli usi civici è una realtà: i residenti hanno diritto, ad esempio, ad un’assegnazione di una quota di legno che può servire sia come legno d’opera, così come per il riscaldamento ed ovviamente o ci può essere un’assegnazione gratuita o a prezzo molto calmierato Il resto della risorsa, una volta soddisfatta l’esigenza dei residenti, viene messo sul mercato. Idem per i pascoli: il territorio comunale è in gran parte soggetto ad usi civici e le aziende che risiedono stabilmente tutto l’anno sul nostro territorio hanno diritto ad un’assegnazione ad un prezzo molto basso dei pascoli. Una volta fatto questo vengono fatti dei Bandi pubblici che si chiamano “degli esuberanti” e quindi arrivano anche imprese dall’esterno. Questo per noi non è un problema, anzi, oggi in realtà sono una risorsa perché, ad esempio, quest’anno noi ospitiamo delle aziende zootecniche del Trentino che sono molto più evolute delle nostre. Non solo utilizzano pascoli che viceversa sarebbero vuoti, ma forniscono un esempio di organizzazione aziendale alle aziende locali. Le nostre aziende hanno necessità di avere questo scambio, questo confronto per crescere e migliorarsi.

Il tema dell’energia, dell’uso consapevole delle risorse, dell’autosufficienza energetica oggi è incentrata su un percorso di formazione – informazione perché c’è ancora molta ignoranza in materia e poca necessità rispetto ad altre situazioni. Una piccola – media città di pianura ha oggi un’emergenza dal punto di vista del risparmio energetico, dell’uso consapevole delle risorse mentre in questi luoghi è meno pesante l’impatto di queste tematiche, il che non vuol dire che non deve essere affrontato. Oggi riqualificare energicamente le abitazioni di Usseaux non è la priorità ne dei residenti ne tantomeno dei proprietari di seconde case. Ciò non toglie che queste tematiche saranno importanti per i prossimi anni.


il borgo di Eusseaux

L’obiettivo vero per territori alpini come Usseaux è quello di garantire la residenzialità soprattutto alla fascia di età che lavora, con figli, e che necessitano di servizi come quelli scolastici, l’accesso a Internet, fare in modo che chi cresce e vive qui non sia un cittadino di serie B o di serie C. Quindi l’amministrazione pubblica deve concentrarsi ed investire le risorse che può ricavare dalla valorizzazione dei beni del territorio per garantire i servizi e nel proseguire il percorso di recupero del territorio e di manutenzione ordinaria e straordinaria perché è inutile realizzare opere per poi trovarsi a non sapere come mantenerle. Più si va avanti e più l’aspetto di gestione diventa molto importante. La nostra situazione è un po’ diversa rispetto a quelle di tanti piccoli comuni come Usseaux perché abbiamo delle risorse economiche che ci derivano dal territorio che sono superiori. Noi possiamo oggi permetterci un numero di dipendenti comunali superiori ai numeri standard previsti dalla legge. Noi con 200 abitanti residenti ci possiamo “permettere” 4 dipendenti. Non stiamo sperperando i soldi, ad esempio, quello che risparmiamo in appalti folli per sgombero neve, ci permette di avere per tutto l’anno un operaio comunale che d’inverno svolge questo servizio e negli altri mesi cura la manutenzione del territorio. Lo scuolabus è nostro, il vigile è anche autista, portiamo noi i bambini della materna e delle elementari a Scuola.

D: ricadute dell’adesione di Usseaux al circuito dei Borghi più belli d’Italia?

R: I  benefici sono stati molti perché ci permettono di avere una grande visibilità all’interno del circuito dei Borghi più belli d’Italia che garantisce un turismo di qualità con dei turisti interessati a capire il territorio e le proprie caratteristiche. E’ uno strumento di marketing territoriale importante. Così come lo è la Certificazione Forestale Sostenibile, l’aver stretto dei protocolli d’intesa con altri comuni, con l’Agenzia Casa Clima di Bolzano per i temi dell’energia sostenibile ed altre iniziative che hanno contenuti e danno una visibilità importante al comune. Non facciamo nulla solo per avere la targhetta perché tutto questo avrebbe vita molto corta. Mediamente le persone che vengono a visitare i nostri borghi non rimangono certamente deluse e questo poi crea il volano successivo che è quello del passa parola e della crescita di attenzione nei confronti del nostro territorio che presenta delle eccellenze e delle particolarità.


Usseaux - grano autoctono


D: Opportunità territoriali, nuove imprese, e giovani….. che cosa va fatto?

R: Sotto questo aspetto c’è un percorso di crescita culturale da fare. Va bene il recupero della tradizione ma vi sono anche gli aspetti legati all’aumento della conoscenza e delle applicazioni di soluzioni innovative rispetto al passato. Ad oggi c’è un grande potenziale, alcuni giovani del territorio se ne sono resi conto e alcuni giovani si mettono in gioco e cercano di cogliere le nuove opportunità. Un po’ di giovani mancano ancora, e un po’ di giovani sono legati ad una visione un po’ miope. Certamente il terreno è molto fertile, il potenziale è molto alto, ma i numeri sono ancora bassi anche perché avere una capacità di investimento importante e significativa per avviare qualcosa di nuovo su questo territorio non è così semplice. Quello che dobbiamo continuare a fare è rendere evidente le potenzialità che vi sono sia per chi abita e sia per chi può arrivare per investire sul territorio. Il lavoro che è stato fatto dall’amministrazione comunale da più di 15 anni è stato quello di rendere sempre più accogliente, sempre più appetibile il nostro territorio perché ci siano gli investimenti soprattutto da parte di persone che vogliano diventare residenti e vogliano lavorare su questo territorio con le risorse che questo territorio ha a disposizione. Può essere il settore turistico, può essere il settore agricolo, piuttosto che quello della filiera del legno.

collegati all’esperienza Val Codera Albergo Diffuso Comunitario 

D: Supporti funzionali e di servizi allo sviluppo locale sostenibile?

R: C’è un GAL (Gruppo di Azione Locale) che ci supporta sia sul sostengo alle imprese esistenti quindi agricole ed artigianali e forti incentivi sull’avviamento di nuove imprese in settori come quello dei servizi di tipo turistico, così da diversificare il tessuto economico del territorio. Se guardiamo al Trentino, la loro economia è molto diversificata e questo ha controbilanciato la crisi, mentre questo territorio ha subito la devastazione con la crisi del settore metalmeccanico e del settore edile. Oggi replicando nel piccolo l’esempio del trentino, in tutto il territorio della valle c’è spazio per far si che tutte le possibili risorse del territorio vengano valorizzate e creino un mix di attività socioeconomiche che permettano alla società locale di crescere. Il nostro obiettivo è “non decrescere in modo infelice” ma “decrescere felicemente” questo si, non decrescere in termini di numeri perché se ne perdiamo ancora è un disastro. Stabilizzare la situazione e garantire a chi oggi è presente sul territorio una qualità di servizi e incrementare le opportunità per attrarre nuovi residenti, nuove attività e i flussi sul territorio che portano ricchezza e benessere.


usseaux
Geolocalizzazione del comune di Usseaux

D: Una delle unicità di Usseaux va colta nei suoi murales. Come è organizzato da questo punto di vista il sistema dei 5 borghi?

R: La realizzazione di Murales è stata una delle azioni di riqualificazione e di abbellimento del Borgo. C’è stata la scelta di assegnare ad ogni borgata un tema e su questo tema sviluppare il recupero e l’abbellimento della borgata. Sono 5 le borgate: 

  • Usseaux paese il tema è quello della filiera del pane perché abbiamo ancora il mulino ed un forno oltre che la tradizione della coltivazione del grano e della produzione di pane come attività di borgata.
  • Laux ha due temi, il primo è quello dell’acqua e il secondo è il tema storico culturale dei cattolici valdesi,
  • Fraisse è quella del legno per cui tutti i percorsi di abbellimento vengono realizzati in legno che raccontano i mestieri, la vita alpina e gli animali de bosco.
  • Pourrieres che è legata alla battaglia della seta, un avvenimento storico di meta del ‘700 in cui a 2500 mt. slm i Piemontesi sconfissero i Francesi.
  • Balboutet chiamata il “paese del sole” quindi formaggio, sole e meridiane.

Riferimenti

Comune di Usseaux

Borghi più Belli d’Italia

Associazione Nazionale Alberghi Diffusi

Bandiera arancione

Carovana della Alpi di Legambiente

Gestione Forestale Sostenibile



Fine 🙂

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