In Italia il tempo delle lauree come strumento di emancipazione sociale è finito. Il futuro è dei giovani laureati artigiani. È tornato il tempo del fare, del produrre, del creare con le mani e vendere in tutto il mondo grazie ad una comunicazione efficace e all’utilizzo del web per promuoversi e costruire, raccontandola, una nuova epica dell’artigianato”.

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Due mondi da sempre separati, quello teorico dello studio universitario e quello pratico del lavoro manuale, si congiungono, generando un magico mix di cultura, tecnica e passione: il lavoro non si cerca, si crea riscoprendosi artigiani – gli ARCHIGIANI. Ecco alcune tracce…..



Orang Fiber

una startup che sviluppa filati innovativi e vitaminici dagli agrumi. L’obiettivo è creare un tessuto sostenibile e cosmetico che risponda all’esigenza di innovazione dei brand di moda attraverso il riutilizzo di oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente.

orange9-436a-4674-a6ae-e80e9887cc22Due esperienze personali e professionali diverse, quelle di Adriana Santanocito e Enrica Arena, che si uniscono per realizzare un’idea nata dall’amore per le eccellenze italiane: ecco la forza di Orange Fiber.

L’idea è venuta ad Adriana Santanocito quasi tre anni fa: la passione per il tessile e l’attaccamento alla Sicilia, nostra regione natale, l’hanno portata a chiedersi se non si potesse produrre un tessuto con gli scarti degli agrumi.

Inizialmente era un progetto su carta, una tesi di laurea in fashion design, per il corso in Nuove tecnologie per la moda e materiali tessili della AFOL di Milano. La candidata era Adriana Santanocito e di lì a poco avrebbe iniziato i primi esperimenti per far diventare realtà il suo tessuto ricavato dagli agrumi.

 

Dopo le prove iniziali presso i laboratori del dipartimento di chimica e materiali del Politecnico di Milano, Santanocito fonda Orange Fiber con Enrica Arena, laureata in comunicazione e cooperazione internazionale, con cui condivideva la casa, la città natale – Catania – e la filosofia ecologista alla base del progetto.



Lino’s Type

è un laboratorio tipografico che scommette sulla produzione artigianale, uno studio con un approccio sperimentale, uno spazio co-working con due Heidelberg nel centro di Verona dove coltivare idee e far succedere progetti trasversali : il nostro obiettivo è mettere in contatto illustratori, artisti, designer e tipografi per creare una rete di artmakers.

Lino’s Type è l’esperienza decennale di Lino Aldà, la cura creativa di Laura Veronesi e la visione di Nicola Zago. Lino’s Type intende dare una nuova prospettiva al patrimonio culturale e alla passione per la tipografia tradizionale.

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“Sogniamo un mondo in cui la carta sia usata con la parsimonia della marmellata di nonna, per progetti curati che restino impressi, vogliamo aprire la cassetta della posta con la trepidazione dell’ultimo giorno di scuola, guardare le figure con le dita e leggere i libri ad occhi chiusi. Crediamo che piccole cose come queste possano innescare grandi cambiamenti, creiamo piccoli oggetti preziosi, con un pizzico d’ironia”.

Un laboratorio tipografico, una produzione artigianale, uno studio con un approccio sperimentale e un’ insana passione per la forma delle lettere

 



.bijouets : gioielli con stampanti 3DPrinting

Un numero infinito di forme possono essere create, strato dopo strato, liberando la mente di creativi, designer e tecnici grazie alla stampa in 3D. Attraverso la stampa 3D si può entrare nel mondo della fabbricazione digitale e della produzione artigianale ed artistica. Stiamo parlando di quel nuovo manifatturiero che va sotto il nome di “3° rivoluzione industriale”: si tratta di strutture che utilizzano nuove tecnologie produttive flessibili in grado di produrre piccoli lotti o addirittura pezzi unici, personalizzati con diverse finiture: ecco allora che tutta l’artigianalità, del saper fare e del miglioramento continuo, si esalta e diventa un reale fattore distintivo.

 


I prodotti della collezione .bijouets sono prodotti interamente in Italia con materiali certificati. Dal 2012 realizza con tecnologie digital manufatti come collane, anelli, orecchini, bracciali, e spille. Il materiale principale è la polvere di nylon accostata a metalli, legno e tessuti.

Non parliamo di artigianato artistico ma di un artigianato che partendo da competenze specifiche riesce ad “industrializzare” i processi, garantendo qualità e continuità degli standard produttivi



Simone Fabbroni – gioielli in Legno

La passione per la natura e per il legno, la ricerca tecnica e di design danno vita a prodotti unici per definizione, ecologici per essenza.

Accessori e gioielli in legno e materiali naturali nascono da una ricerca continua: dall’etnico al rinascimentale, dalle forme essenziali al gotico, l’anima di Wood Design è libera e sempre in movimento e combina diversi stili e tecniche dando vita a pezzi sempre unici e senza tempo.

 

“Il principio ecologico non è solo nella scelta della materia prima ma è parte integrante del processo creativo, rigorosamente artigianale e manuale. Scelta dei materiali, lavorazione attenta e essenza della natura si uniscono e danno vita a gioielli sempre diversi.” – Simone Fabbroni

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El.zeviri 16 – tessuti naturali per scelte etiche

Creazioni tessili originali, realizzate a livello artigianale completamente in Italia che coniugano etica, ecosostenibilità ed estetica, opera dell’ingegno creativo e dell’inventiva di Eleonora Mariotti, architetta e designer.

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Sottrarsi ai processi della produzione tessile convenzionale che nasconde sfruttamenti inaccettabili messi in atto dall’altra parte del mondo ed evitare gli sprechi sono principi che regolano El.zeviri 16, un progetto di strenua resistenza alle delocalizzazioni che le aziende tessili hanno messo in atto da tempo.

I tessuti utilizzati sono di fibre naturali e tinti con pigmenti non impattanti, o recuperati e riusati (upcycling) o “fine pezza” e campionari, evitando le fibre sintetiche o derivate dal petrolio, la pelle e il cuoio per un profondo rispetto della Natura e di tutti gli esseri viventi, sono quindi creazioni cruelty free. L’elzeviro è il carattere di stampa usato dagli Elzevier, famiglia di editori-tipografi di Amsterdam che nel 1600 realizzavano edizioni uniche, autentici capolavori; allo stesso modo ogni creazione El.zeviri 16 è un piccolo manufatto di valore, pezzi unici, frutto di un lavoro professionale svolto con cura, dove non vi sono stati sfruttamenti di sorta né degli esseri umani, né della Terra, né degli animali.

“Da quando nel 2010 ho scelto di fondare un Gruppo d’Acquisto Solidale (GAS) e la mia attenzione si è focalizzata su sistemi produttivi più etici, tutto nella mia vita è cambiato con l’abitudine di pormi delle domande prima di scegliere un prodotto. Il consumo critico e responsabile è stato la chiave per attuare un cambiamento nella mia vita e nella mia professione rivolto a ridurre il ‘peso’ ambientale e sociale delle mie azioni quotidiane, dalla scelta delle verdure al reperimento dei tessuti.”

Info: emariotti@tiscali.it o El.zeviri16@email.it Facebook: Elzeviri 16



CreazioniZuri – gioielli realizzati interamente in carta e cartone

Chiara Zuliani e Manuela Rigon si sono conosciute allo IUAV di Venezia ed è lì che è nata l’ amicizia e la collaborazione da molti anni.20150709_chiara-e-manuela
CREAZIONIZURI è una linea di gioielli realizzati interamente in carta e cartone, la maggior parte riciclati.
L’idea, nata quasi per gioco, si è poi tradotta in un vero e proprio progetto,una scommessa: utilizzare e “nobilitare” un materiale povero come la carta, rendendolo materia preziosa.


 

Infatti la base di ogni loro pezzo sono dei dischetti di carta e cartone di vari diametri, spessori e texture, che vengono tagliati industrialmente da una fustella e successivamente uniti manualmente, uno ad uno, con ago e filo, e modellati per creare gioielli unici e dalla forte identità.



Agrimobili: azienda agricola Marcello Rossetti SIKALINDI

Erano destinate alla discarica e rappresentavano un problema da risolvere per molti agricoltori le foglie di fico d’india da smaltire. Ma quella fibra resistente ha acceso una lampadina nella testa di Marcello che crea la prima linea di complementi d’arredo interamente rivestiti dalla fibra di questo particolare frutto che viene estratta dalle pale ancora verdi.

 

Grazie alla cura nella lavorazione ed i trattamenti effettuati che garantiscono una assoluta resistenza nel tempo ciascun mobile risulta autentico ed inimitabile perchè le venature della fibra creano disegni e colori sempre unici.



Crea 87

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un progetto che riguarda la creazione delle “Regaline”: brocche in ceramica realizzate artigianalmente.

Antonio Bonaldi con la collaborazione di alcuni amici: Antonio Visentin, Stefano Bertoncello Collanega e Fabio Baggio hanno dato vita a CREA 87.

 


“La nostra collaborazione è nata da un interesse comune per la ceramica. Ognuno di noi ha apportato le sue conoscenze a questo progetto con la volontà di avvicinare anche i meno esperti al mondo della ceramica, facendone riscoprire le sue qualità più antiche e nobili. Crea 87 è l’ultimo progetto nel quale ho deciso di cimentarmi.”
Antonio Bonaldi


 

“Nasce da una duplice esigenza: rispondere alla crisi attraverso l’innovazione e mettermi in gioco come artigiano sfidando ancora una volta la ceramica. Le tecniche sono quelle tramandate dalla tradizione. Preparo l’argilla (detta appunto “crea” in dialetto veneto), la lavoro con pazienza al tornio, la modello con le mani, la faccio essiccare per qualche ora e infine mi occupo della decorazione. Gli ingredienti sono gli stessi di sempre: impegno, assoluta dedizione, cura dei dettagli e tanta passione. Il risultato sono le Regaline, degli eleganti recipienti in ceramica a forma di gallina rifiniti nei minimi particolari. La loro caratteristica principale è l’unicità: sono tutte l’una diversa dall’altra, e non possono essere duplicate in nessun modo. La bellezza di questi manufatti sta in ciò che riescono a comunicare: emozioni sincere, profonde e irripetibili, che le cose che ci circondano nella vita di ogni giorno non sono in grado di trasmettere. Antonio Bonaldi



“Biciclette” – installazione realizzata da Eugenio Taccini e dagli allievi del cantiere d’arte contemporanea.

 

Un’esperienza unica nel suo genere ha preso vita a Montelupo Fiorentino: un maestro, Eugenio Taccini e undici allievi provenienti da Italia, Russia e Cina hanno lavorato assieme per arrivare alla realizzazione di un’opera; un po’ come accadeva nelle botteghe degli artigiani.



KIKO – oggetti con materiali naturali

Sara Bazzano, laureata in psicologia e ceramista dal 2002.

Si reinventa per necessità e lavora l’argilla e altri materiali naturali nel suo laboratorio creativo a Pecetto Torinese, nelle colline torinesi.

Oggi crea oggetti fatti a mano realizzati con materiali naturali, quali la ceramica Raku, il grés e la porcellana, le fibre vegetali e la carta. Interessanti sono i suoi “Erbari” ripresi da quelli antichi che lei ha avuto modo di studiare e sfogliare grazie alla presenza del prestigioso Erbario dell’Università di Torino.



Bambuseto –  arredi e strutture in bambù

“Bambuseto”, una realtà formata da artigiani-progettisti, architetti, artisti e paesaggisti che si occupa di progettazione e realizzazione di oggetti e strutture in bambù, promozione di attività ri-creativa formativa e informativa sul bambù.

Fondata da Stefano Martinelli, 32enne di Stiava (Lucca) laureato in Filosofia che insieme e da Giacomo Mencarini hanno dato vita a Bambuseto



 Luca Waldner Liutaio405596_478376935574515_1991763200_n

“Quando si entra nella bottega, il respiro si riempie di profumo, un odore fatto di tanti odori, che è principalmente l’odore del legno, dei legni.Ogni diverso tipo di legno sembra esalare un aroma proprio, peculiare, che si perde mentre confluisce negli altri, come un colore puro che non è più riconoscibile autonomamente all’interno di un quadro finito. Ma l’istinto è quello di acuire l’olfatto per distinguerne le provenienze, e così si scoprono le tonalità morbide e chiare dell’abete, l’intensità pungente del palissandro, la sottile brillantezza del mogano. La poesia dei sensi è a tratti distolta dall’odore freddo dei tasti, delle lime, delle meccaniche, cui fanno eco la lucentezza delle lame e il bagliore discreto della gommalacca.
La chitarra è la sintesi di tutti questi odori, anch’essa profondendone uno proprio, delicato equilibrio di diversi e complementari ingredienti. Man mano ci si appropria delle più flebili tracce annusando l’aria, ma a poco a poco, inevitabilmente, l’ambiente induce all’assuefazione, e verrebbe voglia di uscire e rientrare, ancora, per sentirci restituire quell’emozione di sorpresa e insieme di riconoscimento.
Questo microcosmo olfattivo diventa quasi inebriante, ci si culla all’interno vagando per i boschi più lontani, e nel momento in cui si identifica un profumo, ecco che già scompare, inghiottitto dal respiro vivo degli altri legni…”.

 

“La chitarra funziona secondo un principio, tutto sommato, semplice. Le corde pizzicate mettono in vibrazione il legno, una cassa ne amplifica il suono, e il risultato è quello che noi chiamiamo “suono della chitarra”. Anche costruire una chitarra è un atto fondamentalmente semplice, in fondo non diverso da quelli di tante altre forme di artigianato. Qui, come per qualsiasi atto umano, ciò che davvero conta è come si svolge il processo: Michelangelo utilizzò gli stessi materiali e strumenti accessibili a chiunque, e lo stesso può dirsi dei materiali musicali usati da Bach, Mozart, o Beethoven. Quello che abbiamo di fronte tutti i giorni – i colori, i suoni, la materia – tra le mani di qualcuno può assumere diversa identità, comunicarci cose a noi sconosciute, suggerire mondi prima impensabili, prendere nuova vita: una vita non intrinseca all’elemento, una vita di cui l’elemento si fa umile e discreto veicolo.”



Stone Addicted di Claudia Legnazzi

Il marchio Stone Addicted nasce nel 2010, dalla passione e dall’istinto creativo di Claudia Legnazzi.

Le creazioni Stone Addicted sono pezzi unici disegnati e realizzati con passione. Il gioiello è inteso come “il dettaglio che fa la differenza, un efficace sistema comunicativo che faccia da tramite tra chi lo indossa e chi lo osserva“.
Stone Addicted dà grande importanza alla precisione della manifattura, alla qualità delle pietre utilizzate e agli accostamenti di colori e materiali.
Un progetto destinato a crescere ed evolvere, grazie alla continua ricerca e studio di nuove tecniche a supporto della gioielleria.


Bracciali in ceramica raku e seta
Linea di bracciali a spirale realizzati in ceramica Raku fatta a mano e seta cucita a telaio con anima rigida in fil di ferro.
Ogni modello è un modello unico.

 


Anelli ceramica raku
Linea di anelli in ceramica Raku fatta a mani montati su basi regolabili in ottone o rame nickel free. Ogni modello è un modello unico e alcuni al loro interno hanno una o più perle d’acqua dolce

 



Solaria Opere di Fabio Garnero & C.

ditta artigiana che opera nel settore delle meridiane, finalizzata quindi alla progettazione, alla costruzione e al recupero di quadranti solari, alla catalogazione, alla tutela e alla diffusione del patrimonio gnomonico. “Solaria” in latino significa “orologi solari“.

Fabio Garnero - Punto.ponte

La Gnomonica è un’arte antichissima: ha scandito la storia dell’umanità producendo strumenti dalle fogge e dalle dimensioni più disparate, realizzando suggestivi e fecondi sodalizi con l’architettura, la scultura, la pittura, la decorazione, l’ebanisteria, l’oreficeria, e contribuendo nel passato in modo sostanziale agli sviluppi della scienza, soprattutto della astronomia. Naturalmente le sue vicissitudini sono state alterne: in tempi più moderni, dopo l’auge barocca – dalle cui fastose testimonianze siamo ancora copiosamente attorniati – ed un estremo exploit neoclassico, a fronte degli sviluppi tecnologici del XX secolo, ha tempestivamente e discretamente ceduto il passo ad altre istanze culturali. Ciò non di meno, alle soglie del terzo millennio stiamo assistendo ad una sua ancor più vigorosa rifioritura.
Tale fenomeno – di portata internazionale – è tangibilmente comprovato da una crescente richiesta di prestazioni professionali relative sia alla realizzazione di nuovi impianti, sia al recupero di un patrimonio tanto ingente quanto trascurato, cui si predispone una rinnovata ed eterogenea schiera di moderni gnomonisti.


opere di Solaria

 



Riferimenti

il BLOG di Futuro Artigiano di Stefano Micelli

#letture: Richard Sennett “L’uomo artigiano”, Edizioni Feltrinelli, 2008, Milano

 




 

 

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