partiamo dalla fine…..

Con una storica decisione il Consiglio comunale di Malles giovedì 16 luglio 2015 ha deciso di introdurre nel nuovo statuto comunale il divieto dell’uso di pesticidi sul proprio territorio. Il Consiglio comunale di Malles ha approvato, con la maggioranza dei due terzi, la modifica dello statuto comunale che ora prevede il divieto di utilizzo di pesticidi chimici sul territorio comunale. Con questo voto viene finalmente rispettato il volere dei cittadini. Attraverso il referendum comunale dello scorso settembre,  gli abitanti di Malles, a grande maggioranza  (75%), si erano espressi per un’agricoltura senza veleni.

Malles è il primo comune europeo a bandire i pesticidi, un esempio per tutti i comuni italiani ed europei.



ed ora la cronostoria di questo straordinario evento…….

Malles Venosta è il primo Comune italiano a bandire dal proprio territorio l’uso dei pesticidi. Da venerdì 22 agosto a venerdì 5 settembre 2014 gli oltre cinquemila abitanti del municipio sono stati chiamati a esprimere il proprio voto sul quesito referendario proposto dal comitato “Malles, Comune libero da pesticidi” che ha tra i propri promotori il farmacista della città, il dottor Johannes Fragner Unterpertinger.


Il quesito proponeva ai cittadini di esprimere – con un SI o con un NO – la volontà di inserire nello statuto comunale il divieto di uso di sostanze fitosanitarie chimico-sintetiche velenose e dannose alla salute, all’ambiente e di erbicidi.

Il Dott. Johannes Fragner Unterpertinger – il portavoce del Comitato “Malles, Comune libero da pesticidi”

Il Comune di Malles ha inviato a tutti gli aventi diritto (votano tutti i residenti a partire dai ragazzi che hanno compiuto i 16 anni di età) un plico contenente la scheda di voto e una busta da sigillare e da reinviare per posta al Comune o da depositare nell’urna sigillata che sarà predisposta in Comune.


Il testo della domanda sottoposta agli elettori di Malles

Sei favorevole alla realizzazione del seguente emendamento agli articoli del Comune di Malles ?

Il principio di precauzione, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica, stabilisce che tutte le misure che aiutino a prevenire un rischio per la salute dell’uomo e degli animali devono essere adottate. Il Comune di Malles ha come obiettivi specifici la tutela della salute dei suoi cittadini e ospiti, la conservazione della sostenibilità della natura e delle acque, così come la possibilità che le diverse forme di economia possono coesistere sul suo territorio in modo equo e rispettoso .


i Girasoli del SI

In conformità con questi obiettivi, Malles promuove l’uso dei prodotti fitosanitari biodegradabili all’interno dei suoi confini. Un regolamento comunale che descriva i dettagli di questa disposizione sarà emanato.

Indipendentemente da questa disposizione, l’uso di sostanze altamente tossiche, come pure di prodotti sintetici e di diserbanti chimici, che sono dannosi per la salute e per l’ambiente, è vietato all’interno dei confini comunali. Il Comune è responsabile del monitoraggio dell’attuazione e del rispetto dell’esito referendario.


Irrorazione di pesticidi

Nel maggio del 2014 il Comitato promotore del referendum è stato insignito del premio “Coraggio civile e responsabilità sociale della Fondazione Ilse Waldthaler. La Presidentessa della Fondazione Cristina Herz, alla consegna del Premio ha evidenziato  le motivazioni che hanno portato alla determinazione dei vincitori:

“Il premio vale come riconoscimento e ringraziamento per l’impegno dimostrato nei confronti dell’importanza del bene comune in tempi di crisi economica. I vincitori contribuiscono considerevolmente alla creazione della coscienza sociale nei concittadini, che si traduce in compartecipazione civica e responsabilità collettiva. Il loro instancabile impegno e la condotta coraggiosa hanno portato al consenso popolare per realizzazione del progetto “Comune senza pesticidi – Malles”, ergo alla salvaguardia della salute dei propri concittadini e dell’ambiente, nonché alla promozione della coesistenza di differenti metodi di coltivazione. Gli sforzi verso tale sviluppo sostenibile acquisiscono, nell’era della globalizzazione, particolare rilevanza, poiché sono in grado di fortificare i circuiti locali e di influenzare positivamente diversi settori economici. Questa onorificenza vuole esprimere la speranza che il Comitato promotore ed il suo portavoce Dr. Fragner-Unterpetinger trovino la forza ed il coraggio di proseguire nel cammino intrapreso“.

Ma il percorso di avvicinamento al referendum. com’era prevedibile, non è stato tutto rose e fiori. Il Dr. Johannes Fragner nel corso della cerimonia di premiazione della fondazione Waldthaler dichiara:


“Da agosto 2013 è iniziato – scrive il farmacista di Malles nella sua relazione – il fuoco di sbarramento dei contrari alla indizione del referendum con aggressioni verbali, danni al giardino e alla tomba di famiglia, diffamazione anche da parte di personalità politiche che sono state tutte segnalate ai carabinieri, che ci hanno tutelato anche con pattuglie serali e notturne».

Ma l’interesse dei cittadini è emerso fin da subito: Per presentare il referendum dovevamo raccogliere circa 300 firme, siamo arrivati a 800”. E se c’è stato chi ha cercato di confondere le acque, la strategia non ha funzionato:

“Oggi tutti sanno leggere e scrivere, tutti usano il computer, tutti possono informarsi su internet e verificare le cose sostenute da noi, e le menzogne dette dalla controparte. La nostra gente ha visto il nostro impegno, ha creduto alle nostre argomentazioni, ha visto i nostri soldi e il nostro tempo spesi nell’interesse della collettività”.

Il quesito referendario ha trovato un importante alleato nel manifesto sottoscritto da 21 medici, dai dentisti, da 8 veterinari, da 15 biologi e dai farmacisti del distretto sanitario dell’alta Val Venosta nel luglio del 2013. Un appello a difesa della salute rivolto ai sindaci venostani e all’intero territorio provinciale affichè si forniscano ai contadini le alternative per rendere la piana di Malles, in primo luogo, e l’intero territorio circostante libera dall’uso di pesticidi chimici e sintetici attraverso un divieto.

Nella piana di Malles spira sempre un forte vento di tramontana, tanto da far crescere gli alberi inclinati. Con questo vento costante, e la crescita della frutticoltura industriale – aveva sostenuto il primo firmatario della petizione popolare – è impossibile controllare le derive dei pesticidi nella valle, con la contaminazione di spazi pubblici e privati. A dicembre 2013 il via libera alla raccolta di firme per il referendum, poi a febbraio la presentazione di oltre 500 firme (ne bastavano 300) depositate in Comune.


Il Referendum anti-pesticidi ha raggiunto largamente il quorum: si è espresso il 69% dei cittadini di Malles, di questi il 75% dei votanti si è espresso contro l’uso dei pesticidi nel territorio comunale  –  in termini numerici: 2.377 sono stati i “SI” al divieto sui 3160 voti espressi in totale.

Un risultato per nulla scontato, dati i grandi interessi legati alla coltivazione delle mele nella vallata. E’ un risultato molto importante, soprattutto perché rompe il tabù che non si possa andare avanti senza pesticidi.


Il risultato del referendum dovrà ora passare in consiglio comunale a Malles per la modifica del regolamento e l’introduzione del divieto di uso di pesticidi, ma quel che è certo è che la consultazione popolare rischia di avere un effetto domino su tutto il territorio altoatesino, e anche nelle vicine campagne trentine. Secondo l’Associazione contadini bolzanina: «Quello di Malles è un voto che va collocato a livello locale», dicono il presidente Leo Tiefenthaler e il responsabile venostano Raimund Prugger dell’Associazione contadini bolzanina.

«La difesa fitosanitaria è uno di quei settori maggiormente soggetti a severe disposizioni di legge a livello europeo, nazionale e provinciale che regolamentano l’intera materia, dalla produzione alla licenza, dalla somministrazione ai controlli. Di fatto non ci sono margini giuridici che consentano regolamentazioni speciali a livello comunale».

Insomma, prima che il “NO ai pesticidi” si trasformi in un divieto ufficiale, fanno capire, passerà del tempo, e chissà cosa potrà succedere alla fine.



Ma in che modo il Comitato è riuscito a portare al voto i concittadini su un argomento tanto scottante?

“La prima idea l’abbiamo avuta dieci anni fa. Quattro anni fa, il Comune di Malles ha pubblicato un volumetto con alcune semplici regole da rispettare per limitare l’impatto ambientale dei pesticidi. Nessuno le ha mai rispettate, mentre sono cresciuti i problemi: alcuni contadini biologici, per esempio, sono stati multati perché nel loro fieno e latte sono state trovate sostanze vietate, che in realtà però erano state spruzzate dai loro vicini. A darci l’input sono state poi la sentenza del tribunale di Trento, che due anni fa ha respinto il ricorso di alcuni melicoltori nonesi contro il regolamento del Comune di Malosco, e la modifica del regolamento comunale di Malles, che oggi prevede anche forme di democrazia diretta”.

La comunità di Malles da anni sta puntando sulle coltivazioni biologiche e su un sistema di accoglienza di ottima qualità orientato al biologico e alla tutela dell’ambiente (piste ciclabili, sentieri, servizi pubblici, visite guidate, visite ai masi e ai castelli). I risultati sono più che soddisfacenti e questa nuova iniziativa servirà a promuovere ulteriormente i prodotti e il turismo di questo lungimirante comune della val Venosta.

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Dichiarandosi contro i pesticidi Mals/Malles si propone con le carte in regola per un turismo rurale di qualità che non sia una facciata di cartapesta che nasconde l’uso di fiumi di pesticidi come si fa nella trentina val di Non ma anche nella valle dell’Adige nella stessa provincia di Bolzano e – anche se sempre meno – nella stessa val Venosta.

Secondo l’entomologo Claudio Porrini, intervistato da Repubblica martedì 9 settembre 2014,

“Le colture biologiche sono il traguardo, ma bisogna arrivarci gradualmente: non è solo un problema tecnico, bisogna educare i consumatori, far apprezzare il fatto che il palato è più importante della vista, che le mele non escono dalle fabbriche e non dovrebbero essere prive di imperfezioni”.

Tuttavia osserva:

“Per poter convivere bisogna ridurre progressivamente l’uso di fitofarmaci. Il trattamento con i pesticidi frena l’aggressione dei parassiti ma apre altri problemi. I fitofarmaci vengono distribuiti con botti: ne esce uno spray che solo in minima parte va a colpire il bersaglio, il resto si diffonde nell’ambiente. È chiaro che, se i frutteti stanno vicino alle case, l’opposizione cresce”.

Anche la sensibilità degli agricoltori sta cambiando, a favore di un’agricoltura sostenibile per l’ambiente e attenta al benessere dell’uomo fa osservare Paolo Carnemolla, presidente di FederBio che prosegue:

“Un cambiamento che deriva certo da una sempre più elevata attenzione e richiesta da parte dei consumatori di prodotti di qualità, sani e sicuri’, commenta . E continua: “L’impiego di pesticidi e diserbanti in agricoltura nuoce all’ambiente, alle falde acquifere, all’uomo in generale. I produttori vivono nei campi e sono i primi a vivere gli effetti dei pesticidi e i cittadini italiani già negli anni ’90 si pronunciarono a larghissima maggioranza per vietarne l’uso in risposta a un referendum nazionale. Inoltre gli agricoltori sono consapevoli che la scelta della sostenibilità e del biologico è anche quella che tutela meglio la sopravvivenza economica futura delle loro aziende e del loro territorio. Ricordo che in Francia sulla base del decreto 665/2012, il morbo di Parkinson è stato inserito tra le patologie professionali agricole, sulla base di alcune ricerche che hanno messo in evidenza come l’effetto di alcuni pesticidi concorrano all’incremento di rischio di insorgenza di questa patologia”.


I cittadini di Malles confermano piena fiducia al Sindaco che aveva approvato e difeso il referendum contro i pesticidi. Ulrich Veith è stato rieletto il 10 maggio 2015 Sindaco con il 72% dei voti. pesticide Free Zone


Approfondimenti:

“Il gusto amaro della produzione intensiva di mele” Rapporto di GREENPEACE 16 giugno 2015

Il sapore amaro dei pesticidi – Lunga vita a Malles-Venosta – Considerovalore del 26 luglio 2015

Pesticidi/Malles: democrazia ferita – Ruralpini del 15 gennaio 2015

Comune a pesticidi zero. Forza Malles! – da Comune.info – 22 novembre 2014

Malles: stop ai pesticidi! dell’Associazione Comuni Virtuosi – 2014

Una mela al giorno leva i pesticidi di torno di Federica Ferrario, Responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile – Greenpeace Italia – 2014

Bravo il comune di Malles che ha detto no ai pesticidi – articolo di Augusto Baldini – – 2014

il servizio televisivo della TV Video 33 (che da idea dell’importanza della coltura della mela a Malles Venosta) – 2014

l’intervista su La Repubblica a Claudio Porrini dell’Università di Bologna – 2014

sul Blog di Internazionale l’articolo di Gerhard Mumelter giornalista del quotidiano austriaco Der Standard – 2014

l’articolo di Pierluigi Depentori su La Repubblica pubblicato da Diritti Globali – 2014

Pesticidinograzie Blog non ufficiale del Coordinamento nazionale Pesticidi No Grazie – 2014

Mieli d’Italia – dell’Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani- Unaapi – 2014

sul Blog di Ciboprossimo l’articolo sull’azienda-Daniele Franchetti mele bio in Valtellina – Ponte in Valtellina (SO)  – 2014



 Anche in Val di Non, prosegue la raccolta firme contro i pesticidi

Il movimento Salute Ambiente Economia chiede norme più restrittive e più attenzione per la salute in Val di Non e prosegue la raccolta di  firme per tutelare l’ambiente ed il paesaggio della Val di Non. Le colture intensive di melo rischiano di modificare irreversibilmente la valle, che potrebbe puntare su modelli di economia alternativi legati al turismo sostenibile, un settore in cui il paesaggio diventa risorsa importante, questa la tesi sostenuta da SAE: “per guadagnare non c’è bisogno di ammalare l’ambiente e se stessi. In questo la politica, locale e provinciale, deve impegnarsi al più presto nel proporre alternative di produzione senza l’uso di queste sostanze, prima che magari dell’argomento si interessi il sistema giuridico” spiegano i promotori della petizione che hanno raccolto ad oggi circa 2000 firme.


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