Produzioni identitarie, produzioni biologiche, agronica, multifunzionalità, didattica, idroponica, energetica, agricoltura sociale, agricoltura naturale, genomica, nutraceutica, …. concetti, parole, competenze, esperienze… queste sono alcune delle “parole chiave” che tratteggiano e identificano l’agricoltura del prossimo futuro.

Per discutere di prospettive dell’agricoltura alpina l’Associazione “.Ponte” ha chiamato i giovani del borgo ed una serie di ospiti – Ciboprossimo, Raetia Biodiversità Alpine, Genuino Clandestino, GASTellina, l‘8 febbraio 2014 presso la sede della Biblioteca Camilla Cederna.

10003933_648358148576392_1338245188_n
in sequenza i partecipanti all’incontro

“Una tale partecipazione, probabilmente, neppure l’associazione culturale “.Ponte” se l’aspettava. E, invece, una quarantina di giovani, per lo più agricoltori, sotto i 30 anni, con una frangia di giovanissimi, provenienti da Ponte, Chiuro, Tresivio, ma anche dalla Val Tartano e dal Sondriese, ha raccolto l’invito a parlare di agricoltura del futuro e a mettersi in gioco.

1615218_258410744320807_1935103729_n
Proposta di “Punto.Ponte” quella di poter coltivare biodiversità, biologico e prodotti di nicchia su appezzamenti di terreni vicini in modo da incentivare anche una forma di “economica della solidarietà”, con la garanzia che l’associazione con i suoi ristoratori ritirerà una parte della produzione. Questo, in sintesi, il progetto che “.Ponte” ha presentato ai giovani che si sono mostrati interessati a testimonianza del forte richiamo alla terra che oggi sussiste in provincia di Sondrio. «C’è una domanda di prodotti che vertono sulla biodiversità alpina, che facciano riferimento alla storia del territorio – affermano alcune anime dell’iniziativa fra cui Gianmario Folini, Renzo Erini, Cleto Della Valle di Ponte insieme a Patrizio Mazzucchelli di Teglio e Peter Moltoni di Villa di Tirano -. Ma ci sono anche cercatori di nicchie che possono essere soddisfatti. La nostra proposta è quella di coltivare la fascia altimetrica non occupata dai meleti – anche perché non avrebbe senso fare del biologico vicino alle zone trattate con fitofarmaci -, terre marginali destinate all’abbandono o già abbandonate su cui intraprendere un ragionamento diverso». L’Associazione “.Ponte” accompagnerebbe gli agricoltori nel percorso produttivo a partire dall’approfondimento di questi temi (l’occasione saranno i due seminari del 22 e 23 febbraio sulla filiera territoriale e sulla rete del valore) alla coltivazione su terreni il più possibile concentrati in modo che i coltivatori non siano lasciati soli e possano aiutarsi a vicenda.

1937825_307532156075332_407572977_n
Cesare Sertore nel suo orto realizzato con i semi della Biodiversità alpina distribuiti da “.Ponte”

Ma cosa verrà seminato? Si va dal grano saraceno e segale antica, elementi fondamentali della filiera territoriale per i quali è garantita la domanda del mercato locale, alle nicchie come l’anguria da montagna, per fare un esempio, ideale per le marmellate, alla biodiversità come il mais nero da pop corn, le patate blu, le essenze di lavanda. Ruolo importante per le ortive, ovvero le piante da orto (tante le richieste per una buona cicoria da accompagnare agli sciatt…).
A fine mese si terrà un secondo incontro per fare il punto, capire chi sia intenzionato a partire e se già dispone di terreni. Nel frattempo “.Ponte” sonderà la disponibilità di qualche proprietario terriero di Ponte. Dopodiché si parte.

coraggioso
Patrrizio Mazzuchelli di Raetia Biodiversità Alpina a Ponte Incontri del 7 luglio 2013
 

Nella filiera agricola in Valle sono troppi, secondo l’associazione, gli anelli mancanti: mancano chi si occupa di fare salvaguardia, chi di valorizzazione e promozione, chi dell’assistenza tecnica (della produzione biologica). E, soprattutto, ci vogliono i produttori che siano accompagnati nella fase dello start up. «Ognuno vive nella sua solitudine – dichiara Folini -, decide di fare il biologico ma non sa chi fornisce le sementi. Infine occorre ragionare sulla commercializzazione: non è più sufficiente produrre, bisogna essere capaci di porsi sul mercato e vendere. Dobbiamo capire che siamo dentro le “economie delle esperienze”, cioè i prodotti devono essere comunicati. Intorno ai prodotti ci devono essere storie, significati e sensi. Oggi bisogna fare aggregazione, mettersi insieme e ragionare in termine di qualità del prodotto che certamente c’è. Lo sguardo va a biodiversità, biologico, biodinamica».

1620233_258410650987483_270039146_n

 

Il racconto dell’Incontro a cura di Marco Garoffolo di Ciboprossimo

Alle 21.02 entriamo io e Gianmario nella sala gremita. Mi sono sentito in colpa per i due minuti di ritardo. C’erano 29 / 30 persone. Tutti i protagonisti della giornata e molte altri, che lo sarebbero diventati da li a poco tramite le loro storie. L’obbiettivo dell’incontro, molto pragmaticamente, era di sapere quante terre è possibile avere a Ponte e dintorni percoltivarle in modo diverso dalle mele, che attualmente sono la monocultura chimica cittadina. In breve spuntano appezzamenti di terreno qua e là e i proprietari sono disposti a cederli in comodato gratuito. Altri si propongono periniziare la carriera di contadino. C’è chi mette il suo ristorante per comprare quello che verrà prodotto. Al forno pronto per il pane di segale se ne aggiunge un altro in un altro paese. I Gruppi  di Acquisto Solidale raccontano che già per il caffè hanno iniziato a prepagare la produzione per rendere indipendenti dal sistema finanziario i contadini e sarebbero disposti ad intervenire anche qua. Gli agricoltori di Ponte presenti erano tutti produttori di mele. Hanno dichiarato la loro disponibilità a fare della strada insieme sperimentando nuove colture. Non credono nei cereali ma sono curiosi di percorrere nuove strade nell’ortofrutticolo. Si ricorda che Ponte non ha produzione orticola e che questa è continua e redditizia. Intervengono due ragazzi che non abitano più lì da molto e portano la loro esperienza bolognese e calabrese come Genuino Clandestino e come i mercati Campi Aperti. 

1624288_258411177654097_652454407_n

Patrizio parla dei semi  che è in grado di mettere a disposizione. Di quante terre potrebbero passare facilmente a segale e grano saraceno di specie autoctona. Insomma quando si inizierà ad avere in valle i pizzoccheri fatti con il grano di Teglio proprio come si beve il vino di qualità della valle? Si parla di prezzi, di biologico e infine si torna nella sostanza a Solina, all’inizio di quest’articolo, ovvero alla necessità per tutti di tornare a valorizzare i prodotti che identificano Ponte per fare in modo che questi siano il motore di una nuova economia. Che dire tutto stupendo, ma quando poi mi sono ricordato che, nel pomeriggio passando di casa in casa e spesso per telefono, tutti monitoravano i commenti di un post  fatto la mattina sulla pagina Facebook della loro associazione “.Ponte”, pronti a difenderne il contenuto andando di persona al bar in centro, mi è affiorata quella pace che viene solo quando ti trovi nei posti dove ti senti a casa.

perma

La proposta di “.Ponte” quella di poter coltivare biodiversità, biologico e prodotti di nicchia su appezzamenti di terreni vicini in modo da incentivare anche una forma di “economica della solidarietà”, con la garanzia che l’associazione con i suoi ristoratori ritirerà una parte della produzione. 1608940_258410694320812_997441941_n

1797065_258410557654159_2048325128_n

Ma cosa verrà seminato? Si va dal grano saraceno e segale antica, elementi fondamentali della filiera territoriale per i quali è garantita la domanda del mercato locale, alle nicchie come l’anguria da montagna, per fare un esempio, ideale per le marmellate, alla biodiversità come il mais nero da pop corn, le patate blu, le essenze di lavanda. Ruolo importante per le ortive, ovvero le piante da orto (tante le richieste per una buona cicoria da accompagnare agli sciatt…).

1655126_258410654320816_1825554403_n

A fine mese si terrà un secondo incontro per fare il punto, capire chi sia intenzionato a partire e se già dispone di terreni. Nel frattempo Punto.Ponte sonderà la disponibilità di qualche proprietario terriero di Ponte. Dopodiché si parte.

giovani

Annunci